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Utente: cecile1976
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lunedì, 15 giugno 2009

Vessilli...

P1000301E' necessario si sappia che  - sebbene dalle vie laterali - c'è una parte di Sicilia che urla il proprio sdegno e una parte di siciliani che lo stendono al sole.

postato da: cecile1976 alle ore 04:37 | link | commenti (3)
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giovedì, 09 aprile 2009

Rituali...

Il rituale è sempre lo stesso: arrivi, parcheggi, vai dal fioraio e gli chiedi se ha per caso i garofani del poeta... li ha, questo è periodo, infatti li ho scoperti proprio un anno fa. Per arrivare da te c'è una piccola salita ma in compenso arriva il vento dal mare, è la cosa che mi ha convinto quando mi hanno portato lì a sceglierti questo posto, perché ci voleva un parente e hanno deciso che la più forte fossi io in quel momento. Mi chiedo a cosa serva questa presunta forza, non posso certo spaccare tutto quel marmo, non posso certo sentire meno le cose.

Non si sentono meno, si sentono solo in diverse e varie modulazioni dall'andamento sinusoidale.

Il rituale prevede scritto su un piccolo manifesto l'amore filiale, con tanto di nome e specifica. E poi questo suffragio dell'estinto, queste persone che ti guardano con quegli occhi pieni di pena e allora arrivo ad avere atteggiamenti quasi dissacranti, mi viene quasi da ridere pur di evitare quegli sguardi.

Barthes sostiene (non a torto) che l'amore o il dolore fanno scrivere sempre cose banali, ma tanto qui siete così pochi e fidati che posso non preoccuparmene.

Del resto, non me ne sono mai curata nemmeno prima.

 

 


postato da: cecile1976 alle ore 10:59 | link | commenti (2)
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mercoledì, 07 gennaio 2009

As time goes by...

Ed io vorrei giocare col tempo e farlo solo mio...
Restituirtene un po' solo un po', giusto il tempo di un abbraccio, di una parola, di un altro sguardo complice.
Quel tempo che ha fermato le tue parole cristallizzandole in un altro tempo, lontano, che torna tutto alla mente dai primi ricordi.
Un tempo che è stato strappato a me, ma soprattutto a te
e che resta appeso nei calendari di un aprile con un sole che come faceva, dico io, a splendere così?
Il tempo che vorrei mordere e sbranare, e vomitare per un riuso più appropriato.
Il suono del mio tempo che stride con quelle mani troppo gelide da accarezzare, quelle mani che ho fissato finché ho potuto, come ho fissato ogni piccola macchia
come ho fissato quel piccolo taglio che non ha avuto il tempo di rimarginarsi, il tempo che ha cristallizzato il nostro dolore imploso per reciproco pudore.
Nessuno ha pianto, nessuno ha notato che fosse natale, nessuno ha ancora cambiato i calendari.
Ne ho comprato uno, ma non l'ho ancora appeso.
Appendo qui questo, perché altrove è sorrisi e sopravvivenza.





postato da: cecile1976 alle ore 16:22 | link | commenti (5)
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martedì, 14 ottobre 2008

DodiciOttobreDuemilaotto...

Ci sono giornate in cui ogni angolo che voltiamo, ogni sguardo che   incrociamo, ogni facciata che ci lasciamo alle spalle, si concretizzano in un congedo. Gocciolante, continuo, cadenzato...
Consapevole del fatto che la vista sarà presto intaccata dalla partenza cerco di ritenere ogni cosa, sforzandomi di portare tutto ciò che vorrei accumulare dietro gli occhi: ché se la vista sarà lambita dall'oblio, la memoria posso almeno controllarla, selezionarla, ricostruirla e persino guidarla.


Cefalù  11- 13 ott 2008 058

Ci sono giornate che potrei descrivere semplicemente con un colore, con l'azzurro di un mare e di un cielo troppo vicini per ignorarsi e troppo lontani dall'alba e dal tramonto per capire su quale ora si stia poggiando la meridiana delle sensazioni e degli umori



Cefalù  11- 13 ott 2008 016

E poi ci sono risate fragorose in un chiostro, silenzi lungo il mare, panchine strette e comode, bar, ci sono le curve in cui da radio Virgin si passa a radio 24, ci sono le bottigliette d'acqua ed un sacco di cose senza senso come questa giornata.
Meravigliosa.
E c'è un ringraziamento da recapitare...








postato da: cecile1976 alle ore 21:10 | link | commenti (3)
categorie: appunti di viaggio
domenica, 14 settembre 2008

Domenica uggiosa...

Della strada alberata guardo i palazzi, guardo in su. Al loro interno - immaginandole più che vedendole - vite che si sovrappongono come i pianerottoli.
Gli abitanti di un posto molto piccolo sanno subito classificarti, sanno persino indovinare la tua professione e la tua origine...già perché in fondo "sud", almeno qui, non ha molte sfaccettature: "sud" è un posto al di sotto di Roma minato da una serie di problemi attinenti per lo più la nettezza urbana e una deontologia politica discutibile.
Della strada alberata guardo i vetri delle case; oggi che sembra quasi inverno c'è più gente dietro ad allenare l'occhio alla prospettiva dei prossimi mesi.
Della strada alberata non amo questo silenzio, che per alcuni sembrerà pure di pace mentre per me ha solo il sapore del tedio e dell'immobilità.
Ci sono traiettorie che si nascondono nei sassolini del marciapiede e si fanno dimenticare presto dai miei passi...quanta indifferenza adesso verso tutto ciò che ho sempre sentito fermo e certo. Quanto distacco da ogni sassolino.
Ho smesso di disseminare molliche di pane perché non tornerei indietro.
E poi dicevo sempre di voler prendere qualche volta il primo treno che partisse dal binario numero 3, così...
Qui ci sono solo due binari, sarà per questo che questo posto mi è così inviso.

postato da: cecile1976 alle ore 19:17 | link | commenti (7)
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